Ho due sorelle.
Una alta, bella, amata da tutti.
L'altra è corta e silenziosa, nessuno la vuole.
Vivono in simbiosi,
Una non esisterebbe senza l'atra.
Eppure, la più bella, sempre vestita di luce,
M'infligge colpi giornalieri.
L'altra, che predilige i bui vicoli
Di questa esistenza passeggera...
Non l'ho mai vista, se non di sfuggita,
Sottobraccio, discreta come una donna di altri tempi,
Accompagnava persone che non ho più visto.
Lei sa di dover infliggere un colpo solo.
A questo punto mi chiedo,
Perché la prima,
Che a volte sa essere una vera stronza,
E' preferita da tutti?
Benvenuti
Attenti ai passi che fate sull'asse, uno di troppo potrebbe costarvi caro.
Nella mia personale passeggiata su questa striscia di legno che sovrasta un mare agitato, poche cose credo di aver capito; una su tutte, che ormai da tempo mi porto dentro, è che alla fine nessuno fa ridere il buffone...
domenica 23 settembre 2007
Le Sorelle
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polle
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17:38
11 bordate Etichette: Versi Senza Senso
venerdì 21 settembre 2007
Wish Me Luck
Last song (Ultima canzone)
In the evening sun (Nel sole della sera)
Plays soothing my scars (Suona accarezzando le mie ferite)
Invisible to any human eye (Invisibili ad occhio umano)
I feel them though (Eppure io le sento)
As strong as ever (Più forti che mai)
I yearn seeking (Agogno nella ricerca)
The path wherever it will end (Del sentiero ovunque mi conduca)
Will mislead my quest (Ingannerà la mia ricerca)
To unknown harbours (Verso approdi sconosciuti)
To unknown breasts (Versi petti sconosciuti)
Come with me (Vieni con me)
You shall enjoy (Potrai assaporare)
Nights of harvest (Notti di raccolto)
Days of rest (Giorni di riposo)
Fly with me (Vola con me)
We’ll never fall (Non cadremo mai)
We’ll never land (Non atterreremo mai)
And if I fail (E se dovessi fallire)
Don’t be upset (Non ti angustiare)
I’ll rise again (Risorgerò)
N.d.A. Non mi sono dimenticato la punteggiatura, volutamente ho tralasciato questo importantissimo elemento per dare la possibilità a chi legga questo mio post di infilare virgole, punti e quant'altro nella posizione che più gli aggrada. Mi è venuta così in inglese, ma sapendo che alcuni di voi non capiscono questa lingua barbarica ne ho fatto una traduzione. Enjoy!
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Listening to: Bruce Springsteen - Jesus Was An Only Son
via FoxyTunes
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polle
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10:58
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giovedì 20 settembre 2007
Un Bicchiere di Rhum
Cambio rotta,
Mentre da lontano
Rintocchi di campana
Segnano il tempo...
La barra del timone,
Da lunghi giorni
Da virginea luce rinnovata,
Trema al tocco delle mie mani.
Poco sforzo basta alle braccia,
Stanche per non aver concluso nulla,
Per muovere questa ruota,
Che non dona certezza alcuna
Sulla destinazione finale!
SVEGLIAAAAAAAAAAA!!!
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16:24
6 bordate Etichette: Versi Senza Senso
martedì 18 settembre 2007
Il Cimitero Vuoto degli Elefanti
Non v’è dignità,
In alcuni di questi pesanti pachidermi,
Insaziabili, noncuranti, calpestano i cuccioli
Per un ultimo ciuffo d’erba.
Nonostante non abbiano più occhi sinceri
Per scorgere il panorama.
E gli occhiali che portano non colmeranno mai la distanza...
Un tempo, motu proprio, intraprendevano l’ultima strada
Solitari.
Oramai, all’avvicinarsi dell’ultima alba,
Si stringono alla terra speranzosi,
Di loro rimarrà solamente una carcassa che il branco lascerà indietro...
Ci penseranno gli sciacalli!
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16:39
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venerdì 14 settembre 2007
L'Ultimo Passo sull'Asse
Andatevelo a cercare, suggerisce una nuova visione di chi sia a giocare alla parte di Dio in casi di eutanasia.
giovedì 13 settembre 2007
Un Naufrago - Parte Seconda
Mi sono addormentato. Non ho retto alla stanchezza. D'improvviso mi sveglio, il fuoco che avevo acceso è scemato, rimangono solo delle braci che brillano sotto una spessa coltre di cenere. Mi sporgo, col cuore in gola, oltre
Mi siedo, incrocio le gambe, volgo lo sguardo al cielo; te ne occuperai Tu, Eterno Sanatore di ferite... io ho fatto quel poco che credevo di poter fare! Gli parlo direttamente, sicuro che mi stia ascoltando, me ne ha dato prova talmente tante volte che non riesco proprio a dubitarne.
Mentre mi perdo nella mia privata conversazione sento una mano sulla spalla destra, mi giro di scatto, impaurito. Ti trovo lì, sano come un pesce, nemmeno affaticato. Sei giunto alla sommità senza il mio aiuto.
Hai il tuo solito sorriso, quello da grandissimo figlio di puttana, senza farlo scemare mi chiedi: “Si potrebbe avere qualcosa da bere?”
Dissimulando la mia sorpresa ti rispondo porgendoti il bicchiere che era lì, ad attenderti: “Domani si riprende mio caro, riposati... Domani inizia un nuovo giro di giostra!”
martedì 11 settembre 2007
Il Coltello del Pane
Ammetto la mia ignoranza! Non mi costa nulla, ne sono cosciente, so che per quanto possa sforzarmi, resterà sempre in vantaggio sulla mia conoscenza. In questo enorme calderone che mai riuscirò a colmare c’è la storia delle rivendicazioni politiche delle donne. Ricordo qualche data, certo, ma ne conosco veramente pochissimo, potrei dire “solo la punta dell’iceberg”. Ma se c’è una cosa che credo di aver capito, è che le femministe, nel corso della loro battaglia, hanno perso per strada non poco. Hanno dovuto cancellare dei loro tratti salienti per vincere una cultura fallocratica che le relegava in posizioni di rincalzo, eterne suggeritrici oscure di presunti “grandi uomini”.
Ed in questo momento storico, di “grandi uomini” io, che per diritto di nascita ed anagrafico sono solo un piccolo uomo, non ne vedo granché. Fortunatamente non mi riferisco a persone di mia diretta conoscenza, parlo delle persone che giornalmente ci “vendono” come eroi, geni, statisti, artisti e quant’altro.
Ed anche gli uomini, nella battaglia, hanno perso qualcosa. O forse semplicemente hanno deciso di lasciarsi andare, non saprei. Ma in fondo io credo che entrambi gli schieramenti abbiamo perso la stessa cosa, ossia "il gioco delle parti". Di questo gioco, che regolava le nostre vite, credo che si possano evidenziare due caratteristiche peculiari di cui abbiamo sentito la necessità di disfarci. La grazia, innata delle donne, vista come punto debole, cancellata per dimostrarsi all’altezza degli uomini che, dal canto loro forse per vendetta, hanno dimenticato cosa voglia dire saper essere cavaliere. Ci sono cose che spettano ad un uomo, su questo non transigo; ci sono atteggiamenti che sono propri delle donne. Sono cose stupide, chiamiamole pure banalità, ma credo che sia dai piccoli segni che a volte si deve partire per ottenere grandi risultati.
Io credo, e parlo per diritto di appartenenza, che ci siano gesti, azioni e atti che dovrebbero essere prerogativa degli uomini. Farò brevi esempi, stupidi probabilmente, ma credo che non dovremmo mai lasciare che una donna si versi da bere da sola, men che mai lasciarle tagliare
Ho usato piccoli esempi, tutti di uno stesso ambito, per far capire che forse dovremmo reimparare ad interpretare i nostri ruoli, senza sentircene sminuiti, perché essere cortesi non vuol dire essere servili, e lasciarsi viziare non è segno di debolezza. Dovremmo essere consapevoli che ci sono onori ed oneri, anche per il semplice fatto di essere nati uomini o donne.
N.d.A. Questo post nasce dalle riflessioni scaturite, oltre che da mille chiacchiere, da un post di Maria Cristina. Per quanti volessero leggerlo si tratta di "Comunque Donne" per trovarlo andate sui miei link e cliccate su "La Stanza del Té". Grazie Maria Cristina!


