Benvenuti

Ai malcapitati che giungono su queste virtuali pagine, il mio benvenuto.
Attenti ai passi che fate sull'asse, uno di troppo potrebbe costarvi caro.
Nella mia personale passeggiata su questa striscia di legno che sovrasta un mare agitato, poche cose credo di aver capito; una su tutte, che ormai da tempo mi porto dentro, è che alla fine nessuno fa ridere il buffone...

giovedì 12 luglio 2007

Il Walzer delle Poltrone


E di nuovo provo quella sensazione. La gola secca, riarsa, il polverone alzato dalla battaglia, quella sabbia in cui sono caduto, mi riempie le narici e la bocca, arriva a lambire i miei polmoni. Affannosamente respiro, il sangue e il sudore si lordano di giallo ocra. Sconfitto nuovamente, nuovamente a terra mi prendo il tempo di pensare e ragionando mi chiedo dove ho sbagliato, quali mosse avrei potuto fare per non finire battuto in attesa di un gesto di clemenza dagli astanti.

Così è la vita! Sorella sorte, dal bellissimo volto astutamente bendato, un’altra volta ha rivolto il suo sguardo cieco verso i miei opponenti, favorendoli nello scontro. Sono stanco, resto a terra per riprendere un minimo di forze, per raccogliere gli ultimi sgoccioli della mia volontà. E poi inizio a rimproverarmi, che la caduta non può ridurmi così, che altre prove mi attendono, altri momenti da passare, altri ostacoli da superare accelerando, grazie Sonny.

È lì, inaccessibilmente lontano, il bicchiere, il mio bicchiere, è ancora lì, c’è del gin & tonic come al solito, è ancora mezzo pieno, proprio come l’ho lasciato. Il ghiaccio resiste, non s’è sciolto del tutto. E nonostante non ci sia Peggy Sue a rattopparmi, ritroverò l’equilibrio su questo maledetto ponte tibetano.

mercoledì 11 luglio 2007

Considerazioni di un Primo Pomeriggio Estivo...


Stanca e sfiduciata,

La ciurma della Camelia

Attende i miei comandi!

Sono insofferenti per l’immobilità

Cui da tempo li costringo...

Eppure, nonostante di vascelli abbordabili

Ve ne siano a migliaia,

Nonostante uno in particolare

Abbia solleticato la mia curiosità,

Ancora li tengo a freno

Senza spiegarmene il perché...

Abulico, come non sono stato mai,

Mi rinchiudo nelle mie stanze

A ragionare su corridoi inesistenti

E su piani inclinati invisibili...

martedì 10 luglio 2007

170

Centosettanta, 170, CLXX moto. Un inarrestabile fiume di cromo, gomme e carne che, snodandosi da via Cristoforo Colombo, costeggia le vie centrali della Città Eterna. Assordanti, colorate, basse ed invadenti, per una volta scortate dalla pubblica sicurezza hanno posseduto le vie romane. Il “nemico” che per una volta sorvola su scarichi aperti e caschi improbabili.

Gli automobilisti, rinchiusi nelle loro scatole di latta costretti ad attendere l’ultimo dei nostri, la fine del corteo, al caldo, spazientendosi perché vanno di fretta... noi no! A passo lento salutiamo l’Altare della Patria, i Fori Imperiali, Sua Maestà il Colosseo, simbolo di Roma, e ancora il lungotevere, le Terme di Caracalla, la via Appia con le sue tombe di vecchie matrone romane cullate ne loro sonno secolare dai bicilindrici della casa di Milwaukee.

È stata una giornata memorabile, di quelle che rimangono tatuate nella mente. Un grazie al Direttivo del Chapter per l’organizzazione, un doppio grazie a Mr. Poetry per la simpatia e la cortesia che mi ha dimostrato.

Ride Free!

I Saw the Light


Dopo aver beccheggiato lungamente,

Dopo aver passato una lunga notte a fissare

La lampada che, lenta, s’allontanava

Solitaria sulla parete rocciosa,

La perse di vista.

Stranamente non si sentì perso,

Come immaginava solo pochi istanti prima

Di non vederne più il caldo bagliore.

Provò un vago senso di triste rassegnazione,

Questo si!

Capì che forse non era la meta finale del suo girovagare...

Si girò verso l’orizzonte che si vestiva di rosa

Per dimenticare la fiamma che sapeva

Avrebbe portato sempre con se!


N.d.A.: Ci sono molte cose che ho dedicato ad una persona che, a causa di inspiegabili motivi, ho dovuto cancellare dalla memoria dei miei giorni. Alcune di queste le voglio condividere con chi legge le mie sciocche storie. Perché il tempo, fratello sanatore di tutte le ferite, a volte lavora rapidamente, a volte pigro lascia che l'eternità ci scivoli addosso con indolente immobilità.

mercoledì 4 luglio 2007

L'Equilibrio del Sobrio Ubriacone


In questi rari momenti di solitudine,

Quando il delfino e l’aquila

Si riconoscono uno negli occhi dell’altra

Ritrovo la calma che mi appartiene.

Conscio di questo eletto momento

Cullo la mia ritrovata serenità...

Nonostante tutte le piccole noie,

Di una vita vissuta a mille

Ma per niente goduta a pieno,

Riesco ad intravedere la collina

Dietro la densa nebbia!

Sorridendo rilasso spalle, collo e muscoli del viso,

Centro l’attenzione sulle molteplici fortune

Che mi baciano la fronte più e più volte,

E se qualche tassello ancora non incassa perfettamente

Sta a me limarne i bordi.

Padrone del gioco

I dadi sono nella mia mano...

Ci soffierò da solo!

Puntate pure!

martedì 3 luglio 2007

Pin Up


Provocanti, ingenue, ammiccanti.

Vestite di poco, eppure leggiadramente innocenti. Vinsero battaglie e bombardarono città. Sorridendo.

Le chiamavano Pin Up, sogno erotico di generazioni di giovani, che si saziavano di trasparenze e di gonne che lasciavano intravedere le calze o una mutandina di pizzo. Sogni di carta, disegnate da uomini (per la maggior parte) per altri uomini. Niente di osceno o volgare, sempre sul limitare di una soglia che veniva accarezzata ma mai oltrepassata.

Adesso abbiamo una caterva di bellissime signorine che, per la voglia di sfondare, posano nude o seminude per calendari che di artistico hanno solo le pretese delle interessate e le pallide scuse dei maschietti, piccoli uomini che siamo diventati, che di fronte a mogli, fidanzate od amanti non sanno come giustificare la carne esposta nell’ufficio o l’officina.

Io mi tengo le Varga Girls, ne ho una che tutto il giorno mi fa compagnia, sempre sorridente. Voi aspettate pure il prossimo calendario “artistico”. Inventando l’ennesima scusa.

Col Cappello in Testa



All’alba di un nuovo giorno,

Col gomito appoggiato alla vanga

Guardo il sorgere del sole,

Ancora...

Sotto un albero di pesche,

Che vorrei scuotere

Dalle radici alla chioma,

Aspetto...