Benvenuti

Ai malcapitati che giungono su queste virtuali pagine, il mio benvenuto.
Attenti ai passi che fate sull'asse, uno di troppo potrebbe costarvi caro.
Nella mia personale passeggiata su questa striscia di legno che sovrasta un mare agitato, poche cose credo di aver capito; una su tutte, che ormai da tempo mi porto dentro, è che alla fine nessuno fa ridere il buffone...

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martedì 6 maggio 2008

Ieri Sera, Io e Superio, Abbiamo Preso un Aperitivo!


Le scelte, l'attaccamento ad una maglia, la strenua difesa di momenti che, passati, rivivi nell'ottusità di poterli riacquistare al mercato.
Stupido, quanto sai di essere e quanto puoi dimostrare, testardo come un mulo ti attacchi al bordo per paura del vuoto che hai sotto i piedi. Continui a sorridere, perché in questa vita, di tante maschere che hai ricevuto, non ne hai una che sia triste. Ma il problema delle tue maschere non risiede nell'ampiezza del sorriso, risiede nei loro occhi. Occhi che a volte sono talmente cuciti che ti sei abituato a brancolare nel buio, saziandoti di quelle immagini che il cervello ti ripropone come un film dove il finale rimane in sospeso. E passa accanto a te la vita e la lasci correre...

La calma. L'imperturbabile calma che ho ereditato, quella dose di immobilità che mi contraddistingue la vuoi dipingere di nero. Te lo concedo, perché hai ragione, perché veramente le mie maschere sorridono sempre. Alcune hanno gli occhi chiusi, ma va bene così, non te ne crucciare, schermano i miei occhi dal sole... Mi vedi aggrappato per paura, ma io sono già nel flusso degli accadimenti e questo bordo è infinito, va in molteplici direzioni e segue la mia volontà.
Per quanto riguarda il film che rivivo senza fine, lascia perdere, che la fine io non la voglio vedere arrivare.

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Now playing: Ligabue - Hai un Momento, Dio?
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Labour Day... and Alessia is in Labour!

N.d.A. il titolo di questo mio vaneggiamento, dettato dal regalo più bello che mio fratello e mia cognata potessero farmi, l'ho rubato a mio padre, abilissimo manipolatore di parole...


Dove la bionda acqua romana si divide

Tagliata da una lacrima di terra

Sei nata tu!

All'alba di un nuovo giorno,

Con il sangue del tuo sangue

Che pompava dietro porte invalicabili,

Dove questo piccolo uomo,

Che grazie a te prende un nome nuovo,

Cercava di togliere peso all'attesa,

Vestendo i comodi panni del buffone,

Sei nata tu!

Poco prima che il sole restituisse colore

Alla Città Eterna,

Hai portato nuova luce alle nostre vite.

E zio Bruno ci ha regalato un sorriso:

"E' Nata!"

Ieri ti ho presa in braccio per la prima volta, mia nuova passione!

E non nascondo la paura,

Quel senso di inadeguatezza

Che ho provato nel maneggiare

Un essere così piccolo e indifeso,

Spaventato da quello che una mia disattenzione

Avrebbe potuto procurarti...

E sarò ancora lì, tornerò a farti sentire

La possanza che condividiamo,

Quel sangue antico come il mondo

Che mille volte s'è mischiato

Che resiste a tutto,

Che mille volte s'è innamorato

Di nuovi invasori

Portando nuove albe...

Regalando nuovi tesori!

Dormi piccola Brianne...

Che per quanto Dio glielo concederà

Zio polle cercherà di vegliare su di te!

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Now playing: Franco Battiato - Era De Maggio
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venerdì 2 maggio 2008

Venerdì 2 Maggio 2008

Questa volta non so proprio da dove partire... A dire il vero avevo immaginato mille modi per celebrare quest'evento, ma temo che attenderò il momento in cui potrò vederti dal vivo per parlare di te.
Per ora mi limito a dare la notizia del tuo arrivo, la tua entrata in questo mondo...
Benvenuta Brianne!

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Now playing: -Beethoven - Sonate au Clair de Lune
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martedì 29 aprile 2008

In Pieno Oceano Pacifico


Ti ricordi quando ti esortavo a combattere? Te ne ricordi? La tua testa che si muove dall'alto al basso mi dice di si! Io non me ne ricordavo affatto! Solo grazie alla scopa, appoggiata al muro, ho ritrovato quelle parole che ti dedicai, mio prezioso compare.
Ho ritrovato così frasi, sciocche, che ti esortavano a risollevarti, a volgere la testa al sole che ritornerà domani ad illuminare il tuo cammino, a bruciare il tuo viso, ad arrostire le tue mani.
Oggi invece mi stendo accanto a te, fammi posto! Sono stanco, e quello che provavamo allora, tenuamente, lo sentiamo anche oggi...
Sciocchi? Si, lo siamo, e non cambieremo mai! Andiamo avanti Pirata, la rotta è persa, il timone è rotto e l'albero maestro cigola penosamente. Ma adesso riposiamo, che il corpo ha una sua memoria, che la testa non può cancellare...
Salute! Brindiamo alla certezza!

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Now playing: U2 - Stuck in a Moment
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sabato 26 aprile 2008

Bella Ciao!


Che unica meraviglia la mente umana. Tralasciando sproloqui sul mio cervello che adoro e venero sopra al mio corpo (e qui Paolo mi cazzierà, ne sono quasi certo), mi voglio soffermare su quello che ho appena vissuto.

Da poco abbiamo attaccato, parlando del più e del meno, vale a dire di nulla, commentando quel poco che la televisione italica aveva da offrire in questo sabato di aprile. La tua voce dall'altra parte, tutt'altro che familiare, che lottava col mio telefono "posseduto" per farsi sentire, ad un certo punto mi ha riportato alla mente lei.
E ti chiedo scusa ma mi sono perso... mi sono allontanato da questo tempo, da questa stanza, da questo sabato.
Sono tornato ad essere il Pirata, ancorato ad uno scoglio in mezzo al mare, col sartiame che lo legava ad una goletta che ha lasciato andare, puntando sulla libertà, perché il vento che gli accarezza la faccia non muti tratti che deve poter sopportare davanti allo specchio.
Capitana eri di nuovo lì, tuo il volto che la mia povera testa s'immaginava all'altro capo del telefono, tua la voce, magicamente modulata dal mio orecchio... e la canzone in calce a questa mia smania di comunicare la dedico a te, che forse non l'hai mai sentita e che mai hai posato gli occhi su queste mie pagine.
Sono perso? Forse si! Ma se lo sono veramente, ve ne prego, non venitemi a cercare, che questa sensazione di smarrimento mi culla dolcemente, sussurrandomi all'orecchio mezze frasi, idee di verità. E veleggio ancora così, qualche vela lasca altre strappate. Lentamente procediamo o come dicevano i latini "festina lente", sarà vero? non so! Un pò di sano nonsense che mi parte dai polpastrelli lo lascio a voi. Fatene ciò che più v'aggrada!
Domani ci saranno altre voci, altri suoni, altre mie interpretazioni...
Il mio bicchiere resiste, gli viene naturale, è ancora mezzo pieno!
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Now playing: Queen - Too Much Love Will Kill You
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giovedì 24 aprile 2008

Uppercut


Giuro che non l'ho visto arrivare!

ALZATIIIIIIIIIII!

Non urlare... il volto tumefatto è il mio...

CAZZO! E' ARRIVATO A DUE!

Lascialo contare, io devo ricordare dove sono le mie gambe...

ODDIO QUESTA VOLTA NON CE LA FA!

Non ti mettere le mani nei capelli, non è ancora finita!

4

Conti guardandomi negli occhi. Lo sai che non ti lascerò arrivare a dieci?

SBAM SBAM SBAM

Prendere a schiaffi il tappeto non ti servirà a nulla!

ALZATI TI PREGO

Non mi pregare, sono in ginocchio e un penitente non può esaudire preghiera alcuna!

DAI COSI'... DAI CHE CE LA FAI!

Non parleresti così se le tue gambe tremasserò come le mie...

8

Grazie corda, amica mia, sei comparsa dal nulla a darmi una mano!

GRAZIE DIO! E' IN PIEDI!

Dio mio... fallo tacere!

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Now playing: Mina - E Poi...
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martedì 22 aprile 2008

Aprile Piovoso

La Volvo procedeva sotto una pioggia torrenziale, su una strada allagata, degna più di un remoto villaggio del terzo mondo che di una via consolare della capitale d'Italia. I tergicristallo faticavano a mantenere il parabrezza libero dalla massa d'acqua che sferzava la macchina accompagnata da raffiche di vento.
Dietro la ruota del volante mi godevo il rimbombare dei tuoni e il fragore della pioggia tra una canzone e l'altra...



A un certo punto il vecchio Iggy Pop fa capolino e sovrasta il fortunale che mi accompagnava a casa.
All'uscita dal tunnel che collega l'Olimpico a Via Pineta Sacchetti la pioggia aveva smesso di cancellare la città; come se, avendomi perso di vista, avesse deciso di dare tregua a Roma.

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Now playing: The Stooges - Gimme Danger
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giovedì 17 aprile 2008

Il Primo Bacio


La mia bici da corsa era bianca. Mi venne regalata in terza media e sostituì la mia BMX, adorata, sporca, piena di adesivi, sulla quale raggiungevo il mio banco di scuola riuscendo a bilanciare uno zaino colmo di libri mentre andavo su una ruota sola.
Con la bici da corsa scoprii la velocità, i rapporti, la possibilità di presentare una diversa corona ad un nuovo pignone e di trovare la giusta mescola per faticare il giusto e correre leggero nelle mattinate romane. La mia fortuna era di vivere in una parte della città pianeggiante, sulla sommità dei "Monti di Creta" nessuna salita, solo qualche falso piano mi faceva faticare un pò di più. Piccolo cucciolo di re leone, non per l'esplosività dello scatto ma perché io ad un leone, soprattutto quando portavo i capelli lunghi (arriveranno negli anni del liceo) gli assomigliavo un pò, o almeno questo mi concedo di pensare, probabilmente assomigliavo di più a Naso Orso Capo.




Torniamo alla mia dolce vita su due ruote a trazione animale...
Io avevo la fortuna, enorme, di poter andare a scuola in bici. Questa mia libertà, donatami da quel giovane americano trapiantato a Roma e da quella mescola di roccie abruzzesi e mare adriatico nata nella terra delle lunghe barbe, creò non pochi problemi ai genitori dei miei compagni di scuola e, per contro, ai miei, amati, genitori. Ma era un'altra Roma, era un altro Mondo!
Non ero particolarmente bello, non lo sono adesso figuriamoci a 13 anni, abbozzo di ragazzo che si avvia ad una lenta maturazione.
Eppure feci colpo! Feci colpo su una ragazzina di poco più grande di me (e qui già vedo l'uomo dietro al bancone che si sta sganasciando dalle risate!) e fu lei ad essere il mio "Primo Bacio".
Primo bacio dato di corsa, dato di fretta, alla fermata del 791 dove i nostri percosi quotidiani si separavano, lei sui mezzi pubblici, io con la mia amata bici.
E fu lì che venni colto in flagrante! Mio fratello che tornava dal liceo in motorino mi vide baciare la mia "fidanzatina", e corse a casa sghignazzando.
Non so allora perché e, a dirla tutta fino in fondo, non saprei dire nemmeno come feci, ma mi misi subito all'inseguimento di quel "Si"... e gli stetti dietro! Arrivai poco dopo di lui, ero sempre in bici e vi assicuro che stare dietro mio fratello su di un mezzo a due ruote è praticamente impossibile. Eppure quella volta la vergogna mise le ali alle mie ruote finissime.
Mentre salivo in ascensore tolsi il braccialetto che lei mi aveva regalato, altro gesto dettato da una vergogna che oggi non mi so spiegare ma che all'epoca sentivo crescere col passare dei solai. Arrivai a casa, il giovane americano aveva preparato gli spaghetti col sugo "stupido", ci sedemmo a tavola e mangiammo davanti al TG1.
Mio fratello mi guardava e sorrideva beffardo! Ma non aveva nulla da dire...

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Now playing: Luciano Ligabue - Ligabue - Giro D'Italia Cd2 - 10 - Tutti Vogliono Viaggiare Un Prima
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martedì 15 aprile 2008

Una Giornata Nata Male...

Questa giornata la esorcizzerò con un giro in moto, sentendo queste canzoni! Ve le lascio, magari sentendole potrete immaginarvi liberi come mi sento io in moto, qualsiasi sia il tragitto. La mia Camelia è tutta la droga di cui necessito per evadere, per cancellare per un pò le brutture di questo mondo...











martedì 8 aprile 2008

America Oggi


Una settimana passata in fretta. Una settimana passata a stretto contatto con il sangue da cui derivo. Una settimana rubata, in cui ho riallacciato contatti con quei parenti d'oltreoceano che troppo poco ho avuto modo di conoscere negli ultimi 31 anni. L'ultima sera, in cui ci trovavamo tutti insieme a chiacchierare, la sorella di mio padre, mia zia, un fiore di donna che ha dovuto lottare per respirare l'aria di libertà che ha cercato sempre e che continua a cercare, ha chiesto di definire in un'unica parola le giorante passate insieme. La mia risposta, "illuminanti"! Sono felice della sorpresa fatta a mio padre e ai miei zii, felice per aver rivisto il mio volto nella faccia di Frank, felice di aver passato del tempo con cugini che fino alla scorsa settimana erano praticamente degli sconosciuti. Stanco ma felice...

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Now playing: Gipsy Kings - Tu Quieres Volver
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giovedì 27 marzo 2008

Per Caso Sta Piovendo?


Dio mi ama.

Per la pioggia che sta cadendo!

Dio mi ama.

Perché oggi sono in moto!

Dio mi ama.

Perché per uno scopo prefisso avevo scosso stamattina Camelia!

Dio mi ama.

Perché alla fine avrei potuto lasciarla a casa!

Dio mi ama.

Perché, nonostante tutto, sulla mia fronte oggi è esploso il sole!

Dio mi ama.

E non mi da regole!
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Now playing: Regina Spektor - Fidelity
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martedì 25 marzo 2008

Buona Notte!


Kristo questa volta non s'è fermato ad Eboli. S'è presentato davanti casa, invitandomi ad uscire m'ha strappato al comodo rifugio del mio divano e mi ha portato a sperdermi sotto la torrenziale pioggia romana.
San Michele ci ha accolti con una lauta cena e da allora in poi la storia nasce da se... dopo il vino, dopo la sambuca, dopo la grappa, dopo il gin&tonic ci ritroviamo al collegio della Trinità e qui, dopo la Guinnes e sua sorella Kilkenny, la rossa, stanchi e gonfi lasciamo che il dono celeste, il pianto divino, mondi quello che insanamente abbiamo portato a termine. Non so di quale peccato possiamo esserci macchiati, ma so che l'ultima camminata ha lavato via qualsiasi tossina, trascinata al Biondo Tevere, trascinata al mare.
Grazie Kristo, per un ritorno ad un epoca d'oro che vive quando, fortunatamente, le rotte delle nostre piccole barche tornano ad incrociarsi.
E qui la storia finisce, è tardi, ed il giullare che alberga in me è andato a dormire da tempo...
Forse ci ritroveremo a Conca d'Oro! O forse ti ritroveremo nei versi di Edgar Allan Poe...
Finita l'ultima sigaretta, è ora di andare a dormire.

venerdì 21 marzo 2008

Tre Baci (Ultimo Bacio?)


Eccomi all'epilogo di questa trilogia del ricordo. Solo, nell'antro che chiamo casa, in quella casa che in realtà è poco più di un rifugio dove mi rintano per passare le notti che dividono giorni che all'apparenza possono sembrare tutti uguali. L'Uomo Dietro il Bancone e Astro, che a volte si firma anche M., hanno appena varcato la soglia che taglia il mondo da questo mio microcosmo e io mi regalo un momento sospeso nel tempo irreale che fluttua su di una rete inesistente.
Il tempo, piccolo elemento col quale ultimamente mi confronto spesso; sarà perché ultimamente sembra che mi stia scappando irridendomi, sostituendo l'alba col tramonto nel breve tempo che impiego a vuotare un bicchiere di gin o a mangiare un tramezzino, e v'assicuro che ci metto poco a fare entrambe le cose.
Ma torniamo al tempo, saggio compagno, che dovrebbe sanare tutte le ferite e trascinare i ricordi dolenti negli scantinati più remoti della nostra coscienza; questa volta temo sia corso più velocemente di quanto io sia stato capace di corrergli dietro, e l'amatriciana che ho nel piatto cresce invece di scemare. Oggi è ufficialmente il primo giorno di primavera, oggi sarebbe stato il compleanno di una donna che mi ha fatto da madre quando mia madre doveva lavorare. Oggi il sole torna un pò più vicino alla terra, o forse dovrei dire che è questo globo ricoperto per la maggior parte d'acqua, su cui ci affanniamo a collidere gli uni con gli altri, ad avvicinarsi nuovamente al suo astro infuocato.
Se vi state chiedendo se questo è un ampio preambolo vi tranquillizzo, siamo quasi alla fine, e di baci non ne ho parlato e non ne parlerò. Il terzo ed ultimo bacio è ancora lì, da qualche parte, nascosto nella frenesia di giornate che vivo appieno, ne avverto la presenza e forse lo dovrei andare a cercare. Ma poi penso a Walt Whitman, penso al suo:
"Missing me one place search another,
I stop somewhere waiting for you."
Song of Myself
E mi fermo, respiro piano, che a volte ricordarsi di respirare può servire, giro una sigaretta e la batto. Mi concedo di perdere un turno, niente prigione, niente 20$. Affacciato alla finestra guardo gli altri giocare. E mi viene da ridere...

giovedì 13 marzo 2008

Due Anni!


Due anni fa, a quest'ora, ero in macchina! Due anni fa, a quest'ora mio padre, mio fratello ed io, eravamo diretti a Pescara. Il destino del nostro italico coast to coast era la concessionaria Harley-Davidson di Pescara. Due anni fa ho visto per la prima volta il mio nero destriero di metallo cromato che alle porte di Roma ho battezzato "Camelia", che col tempo ha preso, nei miei sogni, notturni o diurni che essi siano, le fattezze di un vascello pirata.
La decisione di acquistare la moto che sogno da sempre lontano dalla mia amata città nacque dall'antipatia che provo per la concessionaria Harley-Davidson che si trova vicino a Piazza della Repubblica. All'epoca non sapevo ve ne fosse un'altra sulla Pontina.
Sono passati due anni e la mia moto è lontana da me da tre settimane, un pezzo da sostituire in garanzia mi sta privando del piacere di poterla governare nei miei percorsi giornalieri.
Oggi nessun festeggiamento, solo ringraziamenti!
Ai miei genitori, per aver permesso che il sogno nascesse, crescesse e si materializzasse!
A Peter, mio fratello, per aver avuto il coraggio, il cuore e la forza di mantenere una sorta di rito cui sono legato dalla prima moto che ho mai avuto!
Oggi ricordo quel 13 marzo del 2006, gli uomini della nostra famiglia uniti per un'epifania, per la realizzazione del sogno del più piccolo dei tre.

Al ritorno la Mercedes che mi seguiva mi proteggeva in fase di sorpasso, evitando che qualcuno mi potesse caracollare addosso. Non mi seguono più, ma sono con me. Così come la mano della "tedesca" è sempre pronta a scansare i pericoli che si presentano davanti alla prua della "Camelia".
Soffia sulle candele ed esprimi un nuovo desiderio!

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Now playing: Beethoven - Ave Maria
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martedì 11 marzo 2008

Tre Baci (Secondo Bacio)

Passarono degli anni. Persi di vista Scandalo, o forse dovrei dire la verità ed ammettere che feci finta di non vederla... Incontrai nuove sconosciute delle quali non ricordo affatto il primo bacio. Fu nel 2002 che successe di nuovo. Ero uscito da poco da una relazione che era finita forse ancor prima di essere iniziata, vi dico solamente che ci lasciammo di comune accordo via telefono (lo so è da vigliacchi ma andò così: Io "Sai che ti dico? Sentiamoci quando ne avremo voglia" Lei "D'accordo!"; non ci sentimmo più). Mi godetti il mio ritrovato status da single per pochissimo tempo. Casualmente dopo pochi mesi, a cena a casa della ragazza di uno che bazzica spesso sul ponte di questo mio galeone, conobbi una ragazza con un volto stupendo ed una ancor più trascinante voglia di vivere... Dopo quella cena ci vedemmo "casualmente" in un altro paio di occasioni. Quando le telefonai per chiederle se le andava di uscire per andarci a bere una cosa rispose: "Si! Però non andiamo a prendere nulla! Dobbiamo parlare!" Iniziamo bene, già si contrattava... La andai a prendere e le chiesi se avesse voglia di prendere almeno un caffé, mi rispose di no e mi disse: "Parcheggia da qualche parte che ti devo parlare.", parcheggiai la macchina per sentire cosa aveva da dirmi. E fu così che ruppe il gioco del corteggiamento con una semplice affermazione "tu mi piaci ed io piaccio a te", arrivai quasi ad odiarla per aver sottratto magia all'incertezza; "ma io cerco un rapporto vero, mentre tu adesso vuoi solamente divertirti"! Ed era vero. Erano passati solamente due mesi da quando mi ero lasciato con la mia ultima ex in termini di tempo e non avevo la voglia di ributtarmi in una relazione. Quando sembrava che io non mi sarei divertito e che lei non avrebbe trovato un rapporto vero mi fece una domanda quasi innocente: "posso darti un bacio?" e io, che non sono mai stato uno sbruffone o uno che se la tira, risposi "se proprio vuoi..." come se non me ne fregasse nulla. A quella frase, ovviamente, seguirono una risata ed una mia spiegazione. Le dissi che, secondo me, da un bacio nasce sempre qualcosa... lentamente si spostò dalla mia parte della macchina e ci baciammo. Fu un bacio a cui ancora oggi stento a credere, per la peculiarità, per la noncuranza di un gesto così importante portato senza apparente motivazione, per uno scambio di cui avrei avuto paura. Questa volta non fù l'attesa a far trabboccare gli argini della mia percezione, ma il bacio in sé. E fu l'inizio di una convivenza durata circa due anni...

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Now playing: Eminem - Stan
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giovedì 6 marzo 2008

Sei Marzo Duemilaotto



Ti sei lasciato scappare

Un'ora sola del tuo primo giorno!

Nella notte la Rosa diede vita alla Roccia...

Ed a questa roccia il piccolo uomo

S'aggrappa quando il mare s'infuria

A causa della sua grande stupidità.

Grazie fratello... grazie perché,

Per quanto io possa correre e saltare,

Ci sei tu ad ancorarmi nelle tempeste.

Buon compleanno Pewee!

Che questo nuovo dodecamestre

Ti regali la calma che io e pochi altri

Sappiamo farti perdere in un baleno...

giovedì 28 febbraio 2008

Tre Baci (Primo Bacio)

Ricordo tre baci! Tre baci, tre sconosciute, tre pugni alla bocca dello stomaco.
Il primo risale ad una serata d’ottobre del lontano 1995. Il giorno dopo avrei preso un aereo che, solcato l’atlantico, mi avrebbe riportato nella terra di mio padre dove credevo sarei rimasto per un anno; non fu così, ma questa è un’altra storia.
All’epoca avevo 19 anni e facevo da crocerossina ad una ragazza che definirò Scandalo (ti ricordi?). Le facevo da crocerossina perché, nonostante tra noi ci fosse una grandissima intesa ed un’attrazione fortissima, lei era ancora presa mentalmente dal suo primo amore; io ero entrato in questo meraviglioso circolo vizioso, lei accudiva lui ed io accudivo lei: situazione leggermente “malata” se mi passate il termine.
Tecnicamente vivevo con lei un rapporto di coppia anche se non si andava oltre le chiacchierate fino all’alba ed a degli abbracci che avevano poco di amichevole. Purtroppo c’era una data di scadenza, il mio trasferimento nel regno del sud degli Stati Uniti sembrava all’epoca un ostacolo insormontabile per l’inizio di una relazione (come se il fatto che lei fosse persa per un altro già non costituisse di per se un ostacolo enorme). Tirammo avanti così per un mese scarso, fino a quella fatidica sera. Ricordo le corse con la mia Opel Tigra, Dio mio benedici quella macchina e il fortunato che ne comanda volante e marce: mi ha servito con amore! Quella sera le tirai un po’ il collo, dovevo salutare i miei amati zii, i fratelli di mia madre, veri e propri appigli di questa mia vita. Dopo averli salutati corsi da lei, e non ricordo la strada, ricordo la voglia di volare perché ogni momento passato senza poterla salutare, senza poterla stringere, sembrava un momento vanamente perso nel tempo e nello spazio delle strade di questa vecchia città.
Corsi, come avrei fatto altre volte, allora ancora non sapevo che le mie corse non erano finite (lo saranno mai?) arrivai sotto casa sua e le citofonai, Dio grazie per l’epoca in cui non ero schiavo di un telefono, e Scandalo scese subito.
Ricordo poco di come arrivammo al Gianicolo, a dire il vero non ricordo nulla di quella sera se non il fatto che ad un certo punto ci ritrovammo seduti su uno dei muretti che sovrastano il panorama della città eterna. Passò del tempo, di questo sono certo, ma non chiedetemi quante volte la lancetta lunga del mio orologio fece un giro completo del suo quadrante. E mentre s’affannava Chrono a spingermi lontano da lei e dall’Italia i nostri volti s'accarezzavano, le rivoluzioni delle nostre teste cercavano un centro magnetico che noi cercammo di allontanare il più possibile. Ma alla fine il sole e la luna si scambiarono di posto. E fu silenzio!
Un silenzio fasullo, un silenzio nel quale l’ondata di piena che partì dallo stomaco raggiunse le estremità del mio corpo. In quel silenzio mi svegliai, e la guardai con occhi nuovi. Mi ero concesso quello che da tanto avevo desiderato e che per paura e stupidità m’ero negato.
Domani parto!

martedì 26 febbraio 2008

Un'altra volta!


Ne avverto i passi silenziosi. Io, che non ne sono mai stato un fervente adoratore. Veniva sempre a togliere dallo scranno il generale che vinse troppe battaglie, che trovo più familiare, veniva a rubarmi la realtà del mio fiato...
Quest'anno ne ho sentito il battito di ciglia dal principio, ne vedo i riflessi da lontano. Leggiadra, arriva come sempre ha saputo fare; e quest'anno la aspetto sorridente, sotto i baffi che coprono il mio labbro superiore si staglia un mezzo sorriso, nella mano destra le porgo una coppa di Roederer. La mia coppa attende sul tavolo, accanto ad un glacier stracolmo dei doni del mio amato generale.
Vieni mia ne/amica, vieni e porta con te i tuoi doni e i miei malanni. Arriveranno i momenti per cui ti maledirò sorridendoti mentre ti tengo per mano, verranno i momenti in cui, solo nel mio giardino, sorseggiando l'ennesimo gin&tonic, ti troverò follemente superiore al generalissimo, che adoro da sempre.
Vieni pure! Quest'anno sento che calmerai una fame che dura da troppo, troppissimo tempo!
Bentornata Primavera!

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Now playing: Nirvana - Something In The Way
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martedì 12 febbraio 2008

Ciao Mary Lucille!

Ciao Mary Lucille!
Oggi ti abbandono per sempre, dopo averti lasciata languire per anni...
Spero che chi ti avrà dopo di me ti regali vita nuova e nuove strade...
Ricordati di essergli fedele come lo sei stata con me, trattalo bene, non mi è sembrato in formissima.
Forse anche lui qualche volta dovrà spingerti per farti smuovere... mi auguro che ciò non accada spesso.
Grazie per tutto quello che mi hai dato, per quello che hai sopportato, per gli istanti che abbiamo vissuto insieme e per le virgole di gomma tracciate sull'asfalto!
Rimarrai per me la mia agile Virago dalle forcelle chilometriche!


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Now playing: Guns N' Roses - Knockin' On Heaven's Door
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lunedì 7 gennaio 2008

Thinking Blogger Awards


Rimango raramente senza parole! Questa volta, il grande onore fattomi da Gino, mi ha letteralmente ammutolito!
Permettimi Gino di ringraziarti nuovamente, in primo luogo per l'inattesa nomination, in seconda battuta per le bellisime parole che hai speso per giustificare la mia presenza tra i blog da te segnalati e per il supporto che riesci sempre a darmi grazie ai tuoi commenti e le tue invenzioni.
Passiamo alla parte burocratica:
Che cos'è il T.B.A. ?
E' una sorta di meme... Si devono nominare 5 BLOG CHE TI FANNO PENSARE, seguendo queste regole:
1) Può partecipare solo chi è stato nominato.
2) Non si può nominare chi ti ha nominato.
3) Si deve lasciare un link al post originario... Thinking Blogger Awards ~ The Thinking Blog ~ Knowledge Grows When Shared
4) Si deve inserire nel post il logo del ThinkingBloggerAward.

E ora le mie nominations:

Marina, per la forza delle sue parole, la magia che riesce a convogliare nei suoi scritti e le magnifiche lezioni che ne riesco a trarre;

Maria Cristina, per la verità e la semplicità assordante dei suoi post, per la sua cristallina essenza;

Artemisia, per la classe e la bellezza che trasudano da ogni sua frase, la bellezza dei suoi scritti è lo specchio della bellezza della sua persona;

Al, perché tra un pannolino e un vagito riesce ad inserire pezzi di attualità scritti prima col cuore e poi col cervello;

Ahimé la quinta nomination non la posso utilizzare! Sarebbe sicuramente andata a Gino!